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Chi sono i radioamatori
Alcune Regolette per chi inizia
La Pagina dei pierini
Siete in attesa della patente da operatore o avete appena installato la vostra prima stazione?
Qualche utile consiglio da chi è stato Pierino qualche mese prima di voi...
Antenne e apparati - Il primo impulso di ogni neopatentato radioamatore è quello dell'acquisto dell' RTX da tanto tempo agognato, pieno di lucine, manopoloni, DSP, filtri stretti e prestazioni fantasmagoriche. Bibanda, tribanda, quadribanda, all mode, veicolare o base... qualunque apparato deciderete di acquistare tenete presente la vecchia regola del 10: "se spendi 1 per l'apparato, spendi 10 per le antenne".
La mia modestissima esperienza da Pierino è che il collegamento lo fa innanzi tutto l'antenna, in modo particolare nelle condizioni peggiori di propagazione. Presto vi accorgerete che non esiste l'antenna ideale neppure all'interno della banda da voi preferita: per esempio, per fare traffico FM sui ponti VHF e UHF l'ideale è una verticale, così come pure per il QSO tra amici in locale, mentre in SSB (sempre in V e U) si va praticamente tutti in polarizzazione orizzontale e la direttiva è quasi d'obbligo. Per non parlare del traffico EME, satellitare ecc. In HF poi il motto "antenne grandi - segnali grandi, antenne piccole - segnali piccoli" non viene mai smentito.
L'importanza del cavo coassiale - Anche la migliore antenna può risultare poco efficiente se alimentata da un cavo coassiale scadente. 40 anni fa, i cavi coassiali usati dai radioamatori erano essenzialmente di due tipi: RG 58 e RG 8. Oggi tali cavi, seppure ancora in commercio, sono di gran lunga superati da cavi tecnologicamente più avanzati e dalle perdite assai ridotte. Ricordate che le perdite del cavo coassiale aumentano, a parità di lunghezza, all'aumentare della frequenza e dunque se volete operate principalmente in VHF, UHF e SHF dovrete necessariamente destinare al cavo una parte non trascurabile del vostro investimento sull'impianto d'antenna.
Il primo QSO: cosa fare (e cosa non fare) - Avete appena ricevuto nominativo e Autorizzazione Generale e vi accingete ad entrare nel vostro primo QSO. Permettetemi qualche piccolo consiglio "non ufficiale" da Pierino a colleghi Pierini:.....Continua
Cosa fare:
- Prima di cominciare a trasmettere verificate sempre di aver correttamente connesso il cavo di antenna (sembra banale, ma può capitare di dimenticarsi di aver staccato in precedenza l'antenna per esempio durante un temporale) o di aver selezionato l'antenna giusta nel caso utilizziate un commutatore per commutare tra antenne diverse
- Verificate di trovarvi nel posto giusto nel modo giusto: la banda deve essere assegnata al servizio di radioamatore e dovete essere abilitati a tale banda, ovviamente. Inoltre cercate sempre di rispettare il Band Plan: non uscite in FM sulla frequenza riservata alla chiamata SSB, non trasmettete in SSTV al di fuori della porzione raccomandata e così via. Se volete operare via ponte, verificate di aver impostato il corretto shift di frequenza ed eventuale subtono: può essere utile impostare nella memoria dell' RTX tutti i ponti V e UHF della zona per non dover sempre ricontrollare ogni cosa.
- Impostate sempre la minima potenza utile per effettuare il collegamento: è inutile uscire a piena potenza per fare due chiacchiere con gli amici di zona creando QRM anche a decine di chilometri di distanza; inoltre tale pratica preserva i finali dell'apparato in caso di non perfetto funzionamento dell'impianto radiante.
- Prima di entrare in un QSO composto da più colleghi, restate in ascolto per almeno un giro prima di "bussare" e prendete nota di tutte le sigle e nomi degli operatori. Quando vi faranno entrare, ripassate la parola a chi è rimasto in ascolto da più tempo e segnate il suo nominativo: dovrete nei limiti del possibile sempre ripassare a lui il microfono nei giri seguenti
- Specificate sempre il vostro nominativo all'inizio del vostro messaggio e quello del vostro corrispondente quando gli rimettete la parola. Anche se nei QSO più numerosi (specie sui ponti) i "vecchi" OM si ripassano spesso il microfono con il solo nome di battesimo, non prendete questa cattiva abitudine... o almeno non da subito (hi). Anche se la normativa prescrive di ripetere la sigla almeno ogni 10 minuti è utile a tutti (specialmente per chi è in ascolto) ripetere il proprio nominativo ad ogni passaggio.
- Prima di effettuare una chiamata "CQ" chiedere se la frequenza è libera. Specialmente sulle HF può accadere di non ascoltare nessun segnale ed andare inavvertitamente a coprire una stazione distante che sta tentando invece un QSO con una stazione più vicina alla vostra che riesce a sentirla. Onde evitare di essere coperti da improperi da parte di altri colleghi, prima di cominciare a chiamare restate a lungo in ascolto e poi chiedete velocemente "Is this frequency in use?" almeno un paio di volte. Se non ricevete risposta, potrete cominciare a chiamare.
Cosa non fare:
- Usare il gergo CB: anche se praticamente tutti gli OM sono passati prima dalla "27" è consigliabile abbandonare da subito eventuali "vizi" di gioventù, per non essere snobbati dagli OM più oltranzisti. Dunque evitare di usare modi di dire come "sblatero", "sovrammodulato" (a meno che non stiate parlando di un modulatore pilotato oltre il 100%) "gringhellino", "break", "paletta" ecc.
- Lanciare a ripetizione CQ sulle frequenze di chiamata DX: si fanno molti più collegamenti interessanti ascoltando a lungo che svociandosi nel CQ. Le frequenze DX poi, chiaramente indicate nei band plan (come la classica 14.195 MHz) sono convenzionalmente riservate a spedizioni o stazioni DX in capo al mondo (e l'Italia non è una di queste). Se proprio volete lanciare un CQ, fatelo abbastanza lontano da queste frequenze per non coprire involontariamente stazioni lontane ed effettuate chiamate brevi specificando con chiarezza lo spelling del vostro nominativo. A questo proposito è utile utilizzare due spelling diversi: il primo secondo l'alfabeto fonetico classico il secondo con un fonetico alternativo; ad esempio Italia-Whisky-Zero-Hotel-Oscar-Uniform India-Washington-Zero-Honolulu-Ontario-United.
- Effettuare "QTC chilometrici" (passaggi molto lunghi): in radio, al contrario del telefono (che è un sistema full-duplex) il corrispondente (o un altro radioamatore) non può interromperci se ha un messaggio urgente da lanciarci o vuole avvisarci di qualcosa, ma deve necessariamente attendere la fine del nostro messaggio. Evitiamo pertanto di lanciarci in monologhi infiniti. CIò è particolarmente vero nel traffico via ponte radio, tant'è che molti ponti hanno il cosiddetto "taglialingua", un dispositivo a tempo che fa cadere il ponte quando la stessa stazione lo impegna per un tempo eccessivamente lungo.
- Riprendere immediatamente la parola quando si opera su un link nazionale: occorre lasciare molto più "bianco" del solito tra un passaggio e l'altro quando in VHF o UHF si utilizza un link di ponti nazionale. In tal caso bisogna lasciare il tempo alla catena di "decadere", prima di riprendere il microfono, mediamente almeno 6 secondi. In caso contrario si rischia di impegnare il ponte più vicino ma non eccitare correttamente il link, creando non poca confusione.
- Rispondere a chiamate DX effettuate da stazioni vicine. Per convenzione chi effettua una chiamata CQ-DX intende collegare corrispondenti distanti, compatibilmente con la banda usata. Un CQ-DX in HF mira verosimilmente ad un collegamento con un continente diverso da quello del chiamante, in 6 metri è un DX anche un collegamento con lo stesso continente ma diverso country, mentre in 144 e superiori si può considerare un DX anche un collegamento tra nord e sud Italia, ovviamente senza ausilio di ponti.
Il titolo "La Pagina dei Pierini" vuole essere un omaggio alla celebre rubrica omonima che compariva sulla rivista "CQ Elettronica" negli anni '70 a firma del compianto I4ZZM Emilio Romeo.
Celebre il suo motto "Essere pierini non e' un disonore, l' importante e' non restarlo troppo a lungo"
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